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giovedì 11 giugno 2026

L’importanza degli esami di prevenzione: un dialogo tra medico e paziente


 

«Dottore, mi sento bene. Perché dovrei fare degli esami se non ho alcun sintomo?»

Questa è una domanda molto comune e, in fondo, assolutamente comprensibile.

Molte persone associano la medicina alla cura delle malattie: ci si rivolge al medico quando compare un dolore, una febbre, una difficoltà respiratoria o un altro disturbo.

Ma la medicina non si occupa soltanto di curare ciò che è già comparso.

Una parte importante dell'assistenza sanitaria riguarda la prevenzione, cioè l'individuazione dei fattori di rischio e, in determinati casi, la ricerca precoce di alcune malattie prima che provochino sintomi.

Ma c'è una precisazione fondamentale: prevenzione non significa fare indiscriminatamente più esami possibile.

Un buon programma di prevenzione deve essere basato sulle evidenze scientifiche e tenere conto dell'età, del sesso, dei fattori di rischio e della storia personale e familiare.

L'obiettivo non è cercare malattie ovunque, ma individuare quelle situazioni nelle quali un controllo può offrire un beneficio reale.


Quando una persona sta bene, può comunque esserci un problema?

Sì, in alcune condizioni.

Molte malattie possono infatti svilupparsi per un certo periodo senza provocare sintomi evidenti.

L'ipertensione arteriosa è un esempio particolarmente importante. Molte persone con pressione elevata non avvertono sintomi e possono non sapere di avere il problema. L'ipertensione non trattata aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e danni renali. La pressione arteriosa può essere controllata attraverso una misurazione semplice e non invasiva.

Per questo il controllo della pressione può essere utile anche quando ci si sente bene.

Ma attenzione: una misurazione della pressione non equivale automaticamente a una diagnosi. Valori elevati devono essere interpretati dal medico e, quando necessario, confermati con ulteriori misurazioni.


E gli esami del sangue?

Anche qui bisogna evitare generalizzazioni.

Alcuni esami di laboratorio possono essere indicati in determinate persone per valutare fattori di rischio o individuare precocemente alcune condizioni.

Per esempio, glicemia e altri parametri metabolici possono essere utilizzati nella valutazione del rischio di diabete e di malattie cardiovascolari.

Tuttavia, non significa che ogni persona sana debba sottoporsi periodicamente a un ampio pannello di esami del sangue.

La scelta degli esami dovrebbe dipendere dall'età, dalla storia personale e familiare, dai fattori di rischio e dalle indicazioni del medico.

Questo è un punto importante anche per evitare esami inutili e risultati casuali che possono generare ansia o richiedere ulteriori accertamenti.


Il controllo del colesterolo

Anche i livelli di colesterolo possono essere importanti nella valutazione del rischio cardiovascolare.

Le alterazioni dei lipidi nel sangue sono infatti tra i fattori di rischio cardiovascolare riconosciuti. L'OMS considera pressione arteriosa elevata, glicemia elevata e alterazioni dei lipidi tra i principali fattori di rischio metabolici delle malattie non trasmissibili.

Ma anche in questo caso il valore di un esame non può essere interpretato isolatamente.

Il rischio cardiovascolare complessivo dipende da diversi elementi, tra cui età, pressione arteriosa, fumo, diabete, livelli lipidici e altri fattori individuali.

Per questo motivo non è corretto stabilire il proprio rischio semplicemente guardando il numero del colesterolo riportato sul referto.


Gli screening oncologici: quando la prevenzione è organizzata

Uno degli esempi più importanti di prevenzione è rappresentato dagli screening oncologici organizzati.

In Italia il Servizio Sanitario Nazionale offre programmi di screening per:

  • tumore della mammella;
  • tumore della cervice uterina;
  • tumore del colon-retto.

Questi programmi sono rivolti a specifiche fasce della popolazione e prevedono percorsi organizzati di screening e, quando necessario, di approfondimento diagnostico.

Questo è un concetto fondamentale:

uno screening non è semplicemente "fare un esame per vedere se c'è un tumore".

È un percorso rivolto a persone apparentemente sane, selezionate secondo criteri stabiliti sulla base delle evidenze disponibili.

L'OMS sottolinea infatti che un programma di screening deve avere una solida evidenza di efficacia e deve considerare anche i possibili danni derivanti da falsi positivi, sovradiagnosi e trattamenti non necessari.


Mammografia

La mammografia viene utilizzata nei programmi di screening del tumore della mammella.

Il Ministero della Salute indica attualmente, nell'ambito dei programmi italiani, fasce di età e modalità che possono variare anche in relazione alle Regioni. La pagina ministeriale sui programmi di screening indica come riferimento generale le donne tra 50 e 69 anni, con mammografia ogni due anni, mentre in alcune Regioni sono in corso programmi o sperimentazioni che ampliano la fascia di età.

Per questo è meglio non presentare un'unica età come regola universale.

La donna dovrebbe seguire le indicazioni del programma di screening della propria Regione e del proprio medico.


Tumore del colon-retto

Anche il tumore del colon-retto rappresenta un importante campo della prevenzione.

Il Ministero della Salute spiega che il tumore può svilupparsi attraverso l'evoluzione di lesioni della mucosa intestinale e che la diagnosi precoce permette di individuare e trattare eventuali lesioni prima che diventino sintomatiche.

Nei programmi di screening italiani viene utilizzato principalmente il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, generalmente ogni due anni nelle fasce di età previste dai programmi regionali. Se il test risulta positivo, viene effettuato un approfondimento, generalmente attraverso la colonscopia.

Questo esempio è particolarmente interessante perché dimostra che la prevenzione può avere obiettivi diversi: non soltanto individuare precocemente un tumore, ma anche intercettare lesioni che possono precederne lo sviluppo.


Pap test e test HPV

Per la prevenzione del tumore della cervice uterina vengono utilizzati il Pap test e il test HPV-DNA, secondo l'età e le modalità previste dai programmi regionali.

Il Ministero della Salute indica, nei programmi italiani, il Pap test tra 25 e 29 anni e il test HPV-DNA dai 30 ai 64 anni, con intervalli specifici; nelle Regioni che non hanno ancora introdotto il test HPV come test primario possono essere applicate modalità differenti.

Anche in questo caso è quindi più corretto seguire il programma di screening della propria Regione, anziché applicare automaticamente una regola uguale per tutti.


«E se l'esame trovasse qualcosa di brutto?»

È una paura comprensibile.

Molte persone evitano gli esami proprio perché temono il risultato.

Ma bisogna distinguere due cose:

scoprire una malattia non significa provocarla.

Se una condizione è già presente, non eseguire il controllo non la fa scomparire.

D'altra parte, non bisogna neppure pensare che ogni diagnosi precoce garantisca automaticamente la guarigione.

Il beneficio dello screening dipende dalla malattia, dal test utilizzato, dalla popolazione a cui viene offerto e dalla possibilità di intervenire efficacemente dopo il risultato.

È proprio per questo che gli screening vengono progettati sulla base di studi scientifici.


Un piccolo incendio: una metafora utile, ma con una precisazione

Immagina un piccolo incendio che si sviluppa in una stanza.

Se viene scoperto rapidamente, può essere più semplice intervenire.

La metafora rende bene l'idea della diagnosi precoce, ma la medicina è più complessa.

Non tutte le malattie si comportano come un incendio.

Alcune evolvono lentamente, altre possono non diventare mai clinicamente rilevanti e alcune forme di screening possono individuare anomalie che non avrebbero mai causato problemi.

Ecco perché fare più esami non significa necessariamente fare più prevenzione.

La prevenzione efficace è quella appropriata.


Non tutti devono fare gli stessi controlli

Questa è forse la parte più importante dell'intero articolo.

Gli esami preventivi possono variare in base a:

  • età;
  • sesso;
  • familiarità;
  • fattori di rischio;
  • precedenti malattie;
  • farmaci assunti;
  • stile di vita;
  • condizioni individuali.

Per questo non esiste una lista universale di "esami da fare ogni anno" valida per tutti.

Il medico può valutare quali controlli siano realmente indicati per quella specifica persona.


Anche lo stile di vita fa parte della prevenzione

La prevenzione non consiste soltanto nel sottoporsi a esami.

Alimentazione equilibrata, attività fisica, evitare il fumo, limitare il consumo dannoso di alcol e mantenere un peso adeguato possono contribuire a ridurre diversi fattori di rischio per le malattie croniche. L'OMS identifica infatti alimentazione non salutare, inattività fisica, tabacco e consumo dannoso di alcol tra i principali fattori di rischio comportamentali per le malattie non trasmissibili.

In altre parole:

la prevenzione comincia molto prima del laboratorio.


Il medico non è soltanto quello che cura

Forse è proprio questa la risposta alla domanda iniziale.

«Dottore, mi sento bene. Perché dovrei fare degli esami?»

La risposta non dovrebbe essere:

«Perché bisogna controllare tutto.»

Dovrebbe essere:

«Perché possiamo valutare insieme quali controlli hanno realmente senso per te.»

È una differenza importante.

La medicina preventiva non consiste nel vivere nella paura della malattia.

Consiste nel conoscere i propri fattori di rischio, aderire agli screening raccomandati e adottare comportamenti che proteggano la salute.


La prevenzione non significa fare più esami

Questo è il messaggio che vorrei lasciare.

Un esame può essere molto utile quando viene eseguito nel momento giusto, sulla persona giusta e per una ragione precisa.

Ma un esame inutile può produrre risultati dubbi, falsi positivi, ulteriori accertamenti e preoccupazioni senza offrire un beneficio reale.

L'OMS sottolinea proprio la necessità di massimizzare i benefici dello screening e minimizzarne i possibili danni.

Per questo, invece di chiedersi:

«Quali esami devo fare ogni anno?»

potrebbe essere più utile chiedersi:

«Quali controlli sono realmente indicati per la mia età, la mia storia e i miei fattori di rischio?»

La risposta va cercata insieme al proprio medico e, per gli screening organizzati, seguendo le indicazioni del Servizio Sanitario Nazionale e della propria Regione.


Conclusione

Gli esami di prevenzione non sono una formalità e non sono nemmeno una garanzia assoluta contro le malattie.

Sono strumenti.

Il loro valore dipende dall'uso che se ne fa.

Una misurazione della pressione può far emergere un'ipertensione che non dava sintomi. Un programma di screening può individuare precocemente alcune forme tumorali. Un controllo mirato può permettere al medico di valutare un fattore di rischio prima che produca conseguenze.

Ma la vera prevenzione non consiste nel cercare malattie continuamente.

Consiste nel fare i controlli appropriati, al momento appropriato, sulla base delle proprie caratteristiche e delle migliori evidenze disponibili.

Per questo, se ti senti bene, non devi necessariamente fare "tutti gli esami".

Devi piuttosto chiederti, insieme al tuo medico:

«Quali controlli hanno davvero senso per me?»

Questa è una forma molto più consapevole di prendersi cura della propria salute.


⚠️ Informazione importante

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico.

Gli esami e gli screening indicati possono variare in funzione dell'età, del sesso, della storia familiare, dei fattori di rischio, delle condizioni di salute e delle indicazioni regionali.

Non iniziare né interrompere esami, terapie o programmi di prevenzione sulla base delle informazioni contenute in questo articolo senza averne discusso con un professionista sanitario.


Fonti e approfondimenti

1. Ministero della Salute – Screening oncologici
Il Ministero descrive i tre principali programmi di screening offerti dal Servizio Sanitario Nazionale: mammella, cervice uterina e colon-retto.

2. Ministero della Salute – Screening per il cancro del colon-retto
Informazioni aggiornate su test del sangue occulto, intervalli e approfondimenti diagnostici.

3. Organizzazione Mondiale della Sanità – Hypertension
Informazioni su ipertensione, assenza di sintomi, rischi cardiovascolari e importanza della misurazione della pressione.

4. Organizzazione Mondiale della Sanità – Screening programmes: a short guide
Documento particolarmente importante per comprendere benefici e possibili rischi degli screening.

5. Organizzazione Mondiale della Sanità – Noncommunicable diseases
Fattori di rischio metabolici e comportamentali delle principali malattie croniche.



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