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lunedì 2 giugno 2025

Olio extravergine di oliva Coratina: polifenoli, proprietà e cosa dice davvero la scienza


L'olio extravergine di oliva è uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea e presenta una composizione particolarmente interessante dal punto di vista nutrizionale.

Tra le numerose cultivar italiane, la Coratina si distingue spesso per l'elevata presenza di composti fenolici, sostanze responsabili anche di alcune caratteristiche sensoriali tipiche dell'olio, come l'amaro e la piccantezza.

Ma quanto possiamo realmente dire sui suoi benefici?

La risposta è interessante, purché si separino le proprietà documentate dalle promesse che talvolta accompagnano il marketing dell'olio.

La Coratina è davvero ricca di polifenoli

La quantità di composti fenolici presenti nell'olio dipende da numerosi fattori: cultivar, maturazione delle olive, clima, irrigazione, tecniche di estrazione e conservazione.

La Coratina è comunque una delle cultivar note per il suo elevato contenuto fenolico. In uno studio su oli italiani sono stati rilevati valori compresi tra circa 688 e 1039 mg/kg, in funzione del momento della raccolta.

Un'altra ricerca su oli monovarietali ha confermato la particolare ricchezza fenolica della Coratina rispetto ad alcune altre cultivar studiate.

Questo però non significa che ogni bottiglia di Coratina abbia automaticamente 700–1000 mg/kg.

Il contenuto può variare considerevolmente.


Che cosa dice realmente l'EFSA?

Qui è necessaria una precisazione importante.

Non esiste una definizione EFSA di olio “nutraceutico” basata su una soglia di 350 mg/kg di polifenoli.

Esiste invece un'indicazione sulla salute autorizzata a livello europeo per i polifenoli dell'olio d'oliva.

L'indicazione può essere utilizzata quando l'olio contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati per 20 g di olio e riguarda il contributo alla protezione dei lipidi del sangue dallo stress ossidativo.

Quindi è preferibile parlare di olio ricco di composti fenolici e non di “olio nutraceutico” come categoria ufficiale.


I polifenoli: perché sono interessanti?

I polifenoli sono composti bioattivi presenti nelle olive e nell'olio extravergine.

Sono studiati per le loro proprietà antiossidanti e per altre attività biologiche.

La normativa europea riconosce, alle condizioni previste, l'indicazione relativa alla protezione dei lipidi del sangue dallo stress ossidativo.

Bisogna però evitare di trasformare questa informazione in una lista di presunti effetti terapeutici.

Nel 2025 EFSA ha esaminato anche una richiesta relativa alla possibilità di affermare che i polifenoli dell'olio d'oliva riducano LDL e pressione arteriosa.

La conclusione è stata che non era stata stabilita una relazione causa-effetto per questi effetti.

Questo è un ottimo esempio di come la ricerca scientifica debba essere interpretata con prudenza.


Oleocantale: il composto che “pizzica” in gola

Uno dei componenti fenolici più interessanti dell'olio extravergine è l'oleocantale.

È associato alla caratteristica sensazione di pizzicore che alcuni oli producono soprattutto nella gola.

Questa proprietà è stata studiata anche dal punto di vista farmacologico.

Uno studio pubblicato su Nature ha mostrato che oleocantale e ibuprofene condividono un'azione sugli enzimi cicloossigenasi (COX) coinvolti nella produzione delle prostaglandine.

Da qui nasce il paragone spesso citato tra oleocantale e ibuprofene.

Ma attenzione:

una similitudine farmacologica a livello molecolare non significa che l'olio extravergine sia un farmaco equivalente all'ibuprofene.

Non significa nemmeno che bere olio di Coratina possa sostituire un farmaco antinfiammatorio.

E soprattutto l'ibuprofene non viene ricavato dall'olio di Coratina.


La Coratina è quindi un “antinfiammatorio naturale”?

È più corretto parlare di potenziale attività biologica dei suoi composti fenolici.

Studi di laboratorio e preclinici hanno mostrato proprietà interessanti dell'oleocantale e di altri composti dell'olio extravergine. Sono stati studiati anche possibili effetti nei processi infiammatori e in ambiti come neurodegenerazione e tumori.

Ma queste osservazioni non autorizzano a dire che l'olio Coratina prevenga Alzheimer, curi l'infiammazione o combatta il cancro.

Per questi effetti sono necessarie prove cliniche molto più solide.


L'acido oleico

Un'altra caratteristica importante dell'olio extravergine è l'elevata presenza di acido oleico, un acido grasso monoinsaturo.

Questo contribuisce a rendere l'olio d'oliva un alimento caratteristico della dieta mediterranea.

La FDA ha inoltre riconosciuto una qualified health claim secondo la quale la sostituzione dei grassi saturi con grassi monoinsaturi provenienti dall'olio d'oliva può contribuire a ridurre il rischio di malattia coronarica, nell'ambito delle condizioni previste dalla relativa comunicazione.

Il messaggio più corretto non è quindi:

“l'acido oleico abbassa sicuramente l'LDL”.

È piuttosto:

sostituire parte dei grassi saturi con grassi monoinsaturi può contribuire a un profilo alimentare cardiovascolarmente più favorevole.


Raccolta ed estrazione

La qualità dell'olio dipende anche da ciò che avviene nel frantoio.

La raccolta, il trasporto e la lavorazione delle olive influenzano la composizione finale dell'olio.

Una lavorazione tempestiva dopo la raccolta può contribuire a preservarne la qualità.

Anche la temperatura di lavorazione è importante.

Secondo la normativa europea, la dicitura “estratto a freddo” può essere utilizzata per oli vergini o extravergini ottenuti a temperatura inferiore a 27 °C mediante percolazione o centrifugazione della pasta di olive.

Quindi non è corretto indicare 30 °C come limite per poter parlare di estrazione a freddo.


Il colore dell'olio non indica automaticamente la qualità

Il consumatore tende talvolta ad associare il colore verde intenso a un olio migliore.

Non è un criterio affidabile.

Il colore dipende, tra le altre cose, dai pigmenti presenti nell'olio e non consente da solo di stabilire qualità, freschezza o contenuto fenolico.

Per questo motivo nelle valutazioni professionali dell'olio il colore non rappresenta il parametro principale.

Molto più importanti sono le caratteristiche chimiche e soprattutto quelle organolettiche previste dalla normativa.


Come conservare bene l'olio

L'olio extravergine è sensibile a luce, ossigeno e calore.

Per questo è preferibile conservarlo:

  • lontano dalla luce diretta;
  • in un luogo fresco;
  • ben chiuso;
  • lontano da fonti di calore.

Una bottiglia scura o un contenitore che protegga dalla luce rappresenta quindi una scelta generalmente preferibile.

Ma non è corretto stabilire che una bottiglia trasparente contenga necessariamente olio contraffatto.


Il prezzo non permette di identificare una frode

Anche questa parte del testo originale va corretta.

Un olio venduto a prezzo molto basso può naturalmente sollevare interrogativi sulla qualità o sull'origine, ma non possiamo stabilire dalla sola cifra che si tratti di olio raffinato o contraffatto.

La qualità si verifica attraverso etichettatura, caratteristiche chimiche, conformità normativa e analisi appropriate.

Il prezzo da solo non è una prova.


E la frittura?

Qui bisogna evitare un altro falso mito.

Non esiste una regola secondo cui la Coratina avrebbe il punto di fumo più basso e quindi dovrebbe essere utilizzata o evitata per questo motivo.

Il comportamento di un olio durante la cottura dipende dalla sua composizione e dalle condizioni di utilizzo.

Inoltre non è corretto dire che gli oli di semi siano genericamente dannosi per il sistema cardiovascolare.

Gli oli vegetali sono un gruppo molto eterogeneo e la valutazione nutrizionale dipende dal tipo di acidi grassi, dalla quantità e dal modo in cui vengono utilizzati.


E l'acrilammide?

Anche questo punto richiede una correzione.

L'acrilammide è un contaminante che può formarsi durante la cottura ad alte temperature soprattutto in alimenti ricchi di amido, come patate e prodotti da forno.

Non è corretto presentarla semplicemente come una sostanza che si forma perché si frigge con un determinato olio.

Per questo eliminerei completamente dal post l'affermazione secondo cui l'olio di semi produrrebbe “composti acrilici” responsabili di danni cardiovascolari ed epatici.


Quanto olio extravergine consumare?

Non esiste un unico quantitativo minimo e massimo valido per tutti.

Il fabbisogno dipende dall'intera alimentazione, dal fabbisogno energetico individuale e dagli altri grassi presenti nella dieta.

I 20 g citati nella normativa europea non rappresentano un limite minimo giornaliero per tutti: sono la quantità indicata nelle condizioni di utilizzo dell'health claim sui polifenoli dell'olio d'oliva.

Quindi eviterei di scrivere:

“20 g sono il minimo e 40 g il massimo”.


La Coratina merita quindi attenzione?

Sì.

La Coratina è una cultivar particolarmente interessante per la sua composizione fenolica ed è stata studiata per l'elevata concentrazione di composti bioattivi. Alcuni studi riportano valori fenolici molto elevati, soprattutto quando le olive vengono raccolte in determinate fasi di maturazione.

Ma il contenuto effettivo dipende dal singolo olio.

Non basta leggere “Coratina” sull'etichetta per conoscere automaticamente il contenuto di polifenoli.

La variabilità può essere notevole anche all'interno della stessa cultivar. Il database nazionale degli oli monovarietali mostra infatti un'ampia distribuzione dei valori per la Coratina.


In conclusione

La Coratina è una cultivar di grande interesse, soprattutto per il suo elevato potenziale fenolico.

I suoi oli possono presentare concentrazioni elevate di composti fenolici, e l'oleocantale contribuisce anche alla caratteristica sensazione di piccantezza in gola.

La ricerca scientifica ha studiato questi composti per le loro attività biologiche, compresa l'azione sull'enzima COX dell'oleocantale.

Ma è importante non trasformare queste proprietà in promesse terapeutiche.

La Coratina non è un farmaco.

L'oleocantale non è ibuprofene.

Il Brufen non viene prodotto dall'olio d'oliva.

E non esiste una soglia EFSA di 350 mg/kg che trasformi un olio in un prodotto “nutraceutico”.

Il modo più corretto di valorizzare la Coratina è quindi proprio quello più semplice:

è un olio extravergine di oliva caratterizzato, in molti casi, da un'elevata presenza di composti fenolici e da un profilo aromatico intenso, che può inserirsi molto bene in un'alimentazione equilibrata.

La ricerca sui suoi componenti bioattivi è interessante e continua.

E forse è proprio questo il modo migliore di raccontare la Coratina: non come un farmaco naturale miracoloso, ma come un alimento di grande interesse nutrizionale e culturale, inserito nella tradizione della dieta mediterranea.



Fonti scientifiche e istituzionali

  1. Commissione Europea – Regolamento (UE) n. 432/2012
    È la fonte normativa per l'indicazione sulla salute relativa ai polifenoli dell'olio d'oliva: l'olio deve contenere almeno 5 mg di idrossitirosolo e derivati per 20 g per poter utilizzare l'indicazione autorizzata relativa alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo.
  2. EFSA – Health claims: composti fenolici dell'olio d'oliva e LDL/pressione arteriosa, 2025
    Nel 2025 EFSA ha valutato una proposta relativa alla riduzione del colesterolo LDL e della pressione arteriosa e non ha stabilito una relazione causa-effetto sufficiente per autorizzare tale indicazione. È una fonte importante per evitare di presentare i polifenoli della Coratina come sostanze che abbassano direttamente l'LDL.
  3. Pannelli et al. – Chemical composition of Italian virgin olive oils as a function of variety and harvest period, 2019
    Studio pubblicato su Food Chemistry che ha rilevato, tra gli oli analizzati, un contenuto fenolico particolarmente elevato nella cultivar Coratina, pari a 688–1039 mg/kg, con variazioni legate al periodo di raccolta.
  4. Beauchamp et al. – Ibuprofen-like activity of extra-virgin olive oil, Nature, 2005
    Studio fondamentale sull'oleocantale, che ha evidenziato un'inibizione delle cicloossigenasi COX-1 e COX-2, analogamente a quanto avviene con l'ibuprofene a livello enzimatico. Questo studio non dimostra però che l'olio extravergine sia equivalente all'ibuprofene come farmaco.

    Nota: qui non inserirei un riferimento non verificato: nella risposta precedente avevo indicato il riferimento PubMed, ma questa sessione non mi ha restituito l'identificativo preciso. È meglio lasciare il riferimento bibliografico completo solo dopo una verifica puntuale.

  5. Unione Europea – normativa sulle diciture “estratto a freddo”
    La normativa europea stabilisce che la dicitura “estratto a freddo” può essere utilizzata per gli oli vergini ed extravergini ottenuti mediante percolazione o centrifugazione della pasta di olive a temperatura inferiore a 27 °C.
  6. FDA – Qualified Health Claim relativo all'acido oleico
    La FDA ammette una qualified health claim secondo cui le evidenze sono suggestive, ma non conclusive, circa un possibile beneficio cardiovascolare quando oli ricchi di acido oleico sostituiscono grassi più ricchi di grassi saturi. 

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