Viviamo soprattutto in un mondo dominato dalla vista e dall'udito.
Quando incontriamo una persona, osserviamo il suo volto, ascoltiamo la sua voce, interpretiamo i gesti e le espressioni. L'olfatto sembra avere un ruolo molto più discreto nella vita sociale rispetto a quello che possiede in molte altre specie animali.
Eppure il nostro cervello continua a elaborare continuamente gli odori.
Un profumo può evocare immediatamente un ricordo, modificare la percezione di un ambiente oppure influenzare, almeno in parte, il nostro stato emotivo.
Da tempo i ricercatori si chiedono quindi se anche l'odore naturale del corpo umano possa contenere informazioni sullo stato fisiologico di una persona.
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista iScience nel 2025 ha affrontato proprio questa domanda, concentrandosi sulle variazioni dell'odore ascellare femminile durante il ciclo mestruale e sulle reazioni di partecipanti maschi.
I risultati sono curiosi, ma devono essere interpretati con prudenza.
L'odore del corpo cambia durante il ciclo mestruale?
La domanda centrale dello studio era relativamente semplice:
l'odore corporeo femminile cambia durante le diverse fasi del ciclo?
Per cercare una risposta, i ricercatori hanno coinvolto 21 donne come donatrici di odore.
I campioni sono stati raccolti durante quattro fasi del ciclo mestruale:
- fase mestruale;
- fase follicolare;
- fase ovulatoria;
- fase luteale.
I ricercatori hanno utilizzato una membrana in silicone capace di raccogliere le sostanze volatili presenti nella zona ascellare senza modificare sostanzialmente le normali condizioni della pelle. Successivamente, i campioni sono stati analizzati attraverso tecniche di cromatografia e spettrometria di massa, utilizzate per identificare e confrontare le diverse molecole presenti.
Il risultato è stato interessante.
L'odore raccolto durante la fase ovulatoria è stato giudicato dagli uomini coinvolti nello studio più piacevole rispetto agli odori raccolti in altre fasi del ciclo. I ricercatori hanno inoltre osservato differenze nella descrizione qualitativa degli odori, con una maggiore associazione alla fragranza e una minore frequenza della descrizione “acida”.
Tre molecole sotto osservazione
La parte più interessante dello studio riguarda l'analisi chimica.
I ricercatori hanno individuato tre composti che tendevano ad aumentare durante la fase ovulatoria:
(E)-geranylacetone
acido tetradecanoico
acido (Z)-9-esadecanoico
Gli autori ipotizzano che questi tre composti possano contribuire alle differenze percettive osservate durante l'ovulazione.
È importante però chiarire un punto.
Non significa che queste tre sostanze siano “il profumo dell'ovulazione” in senso assoluto.
L'odore corporeo è il risultato di una miscela estremamente complessa di molecole, secrezioni cutanee e prodotti del metabolismo della pelle e del microbiota cutaneo.
Questi tre composti sono quindi candidati che potrebbero contribuire al cambiamento osservato, non una sorta di codice chimico universale della femminilità.
Che odore hanno?
Il geranylacetone è una molecola volatile associata a caratteristiche aromatiche che possono ricordare note verdi o floreali.
L'acido tetradecanoico, noto anche come acido miristico, è invece un acido grasso presente in numerosi contesti biologici e alimentari.
L'acido (Z)-9-esadecanoico, comunemente chiamato acido palmitoleico, è anch'esso un lipide presente nell'organismo.
Ma c'è un aspetto importante: non è necessario immaginare che queste tre sostanze, prese singolarmente, costituiscano un “profumo femminile”.
Lo studio suggerisce piuttosto che la loro combinazione possa modificare il profilo complessivo dell'odore ascellare.
Il vero esperimento: una miscela artificiale
A questo punto i ricercatori hanno fatto un passo ulteriore.
Dopo aver identificato i tre composti, hanno preparato una miscela contenente queste sostanze e l'hanno aggiunta a un odore ascellare modello.
La domanda diventava:
la miscela artificiale produce negli uomini la stessa risposta positiva osservata con l'odore associato alla fase ovulatoria?
I risultati hanno indicato che la miscela dei tre composti riusciva a ridurre la componente sgradevole dell'odore di base e ad aumentarne la piacevolezza.
Questo risultato è probabilmente il contributo più interessante dello studio.
Non dimostra che gli esseri umani possiedano un feromone dell'ovulazione.
Dimostra invece che alcune molecole presenti in maggiore quantità durante una specifica fase del ciclo possono modificare la percezione di un odore corporeo.
Ma l'odore può influenzare anche l'umore?
È qui che la ricerca diventa ancora più curiosa.
In un ulteriore esperimento, uomini partecipanti sono stati esposti, senza ricevere informazioni precise sullo scopo dell'esperimento, a diverse condizioni olfattive.
I ricercatori hanno poi misurato alcuni aspetti dello stato emotivo attraverso questionari.
L'esposizione alla miscela dei tre composti è stata associata a:
- minore ostilità;
- maggiore vivacità;
- maggiore concentrazione;
- minore sensazione di noia;
- maggiore rilassamento in alcune condizioni sperimentali.
Gli autori interpretano questi risultati come possibile evidenza di un effetto positivo dell'odore ovulatorio sulle emozioni maschili.
Ma qui è necessaria prudenza.
Si tratta di cambiamenti osservati in condizioni sperimentali e in un gruppo relativamente piccolo di partecipanti.
Non possiamo concludere che il semplice odore di una donna renda automaticamente gli uomini più felici, più tranquilli o più concentrati nella vita quotidiana.
E l'attrattiva?
L'esperimento più curioso riguarda la percezione dei volti.
Gli uomini coinvolti hanno osservato immagini di volti femminili e hanno espresso valutazioni relative a caratteristiche come attrattiva, eleganza, desiderio di trascorrere tempo con la persona e interesse a continuare a guardarla.
Quando veniva percepita la miscela dei tre composti, alcune valutazioni risultavano più positive.
L'effetto sembrava particolarmente evidente per i volti che avevano ricevuto inizialmente punteggi di attrattiva relativamente bassi; per i volti già giudicati molto attraenti, invece, l'effetto dell'odore risultava molto meno evidente. ([turn671954search4])
Questo è un risultato interessante perché suggerisce che l'olfatto potrebbe modulare una valutazione già esistente, piuttosto che determinare completamente l'attrazione.
In altre parole:
l'odore potrebbe influenzare una percezione, ma non sembra creare dal nulla l'attrazione.
Sono feromoni?
Questa è probabilmente la domanda che ha attirato maggiormente l'attenzione.
La risposta è:
non lo sappiamo.
Il termine feromone indica una sostanza chimica utilizzata dagli individui di una stessa specie come segnale capace di provocare una risposta specifica in altri individui della stessa specie.
Nel mondo animale esistono numerosi esempi documentati.
Negli esseri umani, invece, la questione è molto più controversa.
Il fatto che una sostanza corporea influenzi la percezione o l'umore di un'altra persona non basta per dimostrare che sia un feromone umano.
Gli stessi ricercatori non hanno definito queste molecole come feromoni, ma hanno parlato della possibilità di una forma di **comunicazione olfattiva tra uomini e donn
È una distinzione scientificamente importante.
Perché l'olfatto potrebbe avere ancora un ruolo così importante?
Dal punto di vista evolutivo, l'olfatto è uno dei sistemi sensoriali più antichi.
Gli odori possono fornire informazioni sull'ambiente e sull'organismo che li produce.
Nell'essere umano il ruolo dell'olfatto nella vita sociale è probabilmente meno evidente che in molte altre specie, ma non è scomparso.
Il cervello continua a collegare gli odori a:
memoria, emozione, familiarità e percezione sociale.
Questo spiega anche perché un odore possa suscitare una reazione emotiva prima ancora che siamo consapevoli di averlo percepito.
Tuttavia, non dobbiamo trasformare questa osservazione generale nell'idea che il corpo umano disponga di un sistema automatico di “attrazione chimica”.
La realtà è molto più complessa.
Una questione anche biologica: il microbiota della pelle
L'odore corporeo non è prodotto esclusivamente dalle secrezioni delle ghiandole sudoripare.
Una parte importante delle molecole odorose deriva dall'interazione tra secrezioni cutanee e microrganismi che vivono sulla pelle.
Il cosiddetto microbiota cutaneo contribuisce infatti alla trasformazione di diversi composti in molecole volatili.
Per questo l'odore di una persona non è semplicemente il risultato dei suoi geni o dei suoi ormoni.
Possono contribuire:
- metabolismo;
- ormoni;
- temperatura;
- alimentazione;
- attività fisica;
- microbiota cutaneo;
- prodotti cosmetici;
- condizioni ambientali.
Questo rende l'odore umano un fenomeno biologicamente molto complesso.
Perché lo studio è interessante ma non definitivo
Il lavoro pubblicato su iScience è interessante perché combina analisi chimica e valutazioni comportamentali.
Non si limita a chiedere:
“Gli uomini preferiscono l'odore dell'ovulazione?”
Cerca anche di capire quali molecole cambiano e se la loro presenza possa contribuire agli effetti osservati.
Questo rappresenta un punto di forza.
Ma esistono anche limiti importanti.
Il numero di partecipanti è relativamente ridotto, gli esperimenti sono stati condotti in condizioni controllate e i risultati riguardano specificamente le risposte dei partecipanti maschi coinvolti nello studio.
Non sappiamo quindi se gli stessi effetti si manifesterebbero:
- in popolazioni più numerose;
- in culture differenti;
- con persone di età diverse;
- in condizioni sociali reali;
- nelle relazioni quotidiane.
Serviranno ulteriori ricerche.
Non è un “profumo naturale dell'attrazione”
Questa è probabilmente la conclusione più importante da trasmettere al lettore.
I risultati non significano che una donna possa diventare più attraente semplicemente aggiungendo queste tre molecole al proprio profumo.
Non significano neppure che ogni uomo reagisca nello stesso modo.
Lo studio mostra un fenomeno sperimentale interessante:
alcune componenti dell'odore corporeo che aumentano durante l'ovulazione sembrano poter modificare la piacevolezza dell'odore e alcune risposte emotive e sociali nei partecipanti maschi.
È molto diverso dall'affermare che sia stato scoperto un “profumo dell'attrazione”.
L'olfatto che avevamo dimenticato
Forse la parte più affascinante della ricerca non riguarda nemmeno l'attrazione.
Riguarda il fatto che l'olfatto umano potrebbe avere ancora un ruolo sociale molto più importante di quanto siamo abituati a pensare.
Viviamo circondati da immagini.
Guardiamo fotografie, video, volti e schermi.
Parliamo con le persone attraverso telefoni e computer.
Eppure il nostro cervello continua a ricevere informazioni attraverso un canale molto più antico.
L'odore.
Non necessariamente lo percepiamo consapevolmente.
Non possiamo sempre descriverlo a parole.
Ma il sistema nervoso continua a elaborare quelle molecole.
Lo studio giapponese aggiunge un piccolo ma interessante tassello a questa sto
Conclusione
La ricerca pubblicata nel 2025 su iScience suggerisce che alcuni composti presenti nell'odore ascellare femminile possono aumentare durante la fase ovulatoria e che una loro miscela può rendere l'odore più piacevole per gli uomini e associarsi a modificazioni di alcune valutazioni emotive e soci
Ma sarebbe sbagliato trasformare questo risultato nella scoperta di un “feromone umano dell'attrazione”.
La ricerca è ancora preliminare e necessita di ulteriori conferme.
Il vero interesse dello studio è forse un altro: ci ricorda che il nostro corpo comunica anche attraverso segnali che non percepiamo consapevolmente.
L'odore non è soltanto qualcosa di gradevole o sgradevole.
Può contenere informazioni biologiche, influenzare la percezione e interagire con il nostro cervello in modi che stiamo ancora imparando a comprendere.
Abbiamo costruito una civiltà dominata dalla vista e dall'udito.
Ma, da qualche parte nel nostro cervello, il mondo degli odori non è mai scomparso.
⚠️ Informazione importante
Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e divulgative. I risultati descritti provengono da uno specifico studio sperimentale e non dimostrano che esista un “feromone dell'attrazione” umano né che le molecole studiate producano lo stesso effetto in tutte le persone.
Fonti
Ohgi N. et al., Human ovulatory phase-increasing odors cause positive emotions and stress-suppressive effects in males, iScience, 2025. Lo studio originale, con analisi chimica degli odori ascellari durante il ciclo mestruale e valutazione degli effetti sui partecipanti mas
University of Tokyo – Faculty of Agriculture and Graduate School of Agricultural and Life Sciences. Comunicato scientifico sullo studio e sui tre composti identificati durante la fase ovulato

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