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lunedì 28 luglio 2025

Come capire se stiamo invecchiando bene? Due studi e un semplice test dell'equilibrio

 

L'altra sera ero seduto in piazzetta.

Quando ho provato ad alzarmi dalla panchina, ho avvertito una certa rigidità alle ginocchia e ho commentato con mia moglie che forse il corpo non era più quello di qualche anno fa.

Lei mi ha risposto: “Beh, alla tua età devi aspettartelo!”

Forse aveva ragione.

Ma la frase mi ha fatto pensare a una domanda più interessante:

quanto conta davvero l'età scritta sulla carta d'identità?

Abbiamo tutti una data di nascita.

Ma il nostro corpo non invecchia necessariamente alla stessa velocità.

C'è chi a settant'anni mantiene una buona forza, cammina con sicurezza e conduce una vita molto attiva, mentre altre persone, anche più giovani, possono presentare già una ridotta mobilità o problemi di equilibrio.

Per questo negli ultimi anni la ricerca scientifica sta cercando di capire come misurare alcuni aspetti dell'invecchiamento biologico e funzionale, oltre alla semplice età anagrafica.

Due studi pubblicati nel 2024 sono particolarmente interessanti.

Il primo ha studiato ciò che accade a migliaia di molecole durante l'invecchiamento.

Il secondo ha analizzato forza, cammino ed equilibrio in persone sopra i 50 anni.

E da quest'ultimo emerge un risultato sorprendentemente semplice:

la capacità di stare in equilibrio su una gamba diminuisce con l'età più rapidamente di alcuni altri parametri fisici studiati.


🧬 L'invecchiamento non sembra essere completamente lineare

Siamo abituati a immaginare l'invecchiamento come una linea continua.

Ogni anno aggiungiamo un compleanno e il nostro organismo cambia lentamente.

Uno studio pubblicato su Nature Aging nel 2024 suggerisce però che alcuni cambiamenti biologici possano avvenire in modo non lineare.

I ricercatori hanno studiato 108 persone di età compresa tra 25 e 75 anni, seguendole per periodi di tempo differenti, con una durata mediana di 1,7 anni e un massimo di 6,8 anni. Hanno esaminato diversi livelli biologici: trascrittomica, proteomica, metabolomica, lipidomica, microbioma e altri indicatori.

Il risultato è stato interessante.

Molte molecole e molti processi biologici non cambiavano semplicemente in modo graduale.

I ricercatori hanno osservato due periodi caratterizzati da importanti cambiamenti molecolari, attorno ai 44 e ai 60 anni.


44 e 60 anni: cosa significa realmente?

Qui è importante evitare un'interpretazione sensazionalistica.

Lo studio non dimostra che una persona inizi improvvisamente a invecchiare a 44 anni.

E non significa che il giorno del 44° compleanno avvenga una trasformazione improvvisa del corpo.

Gli autori hanno trovato picchi o “creste” nella variazione di numerose molecole e microorganismi attorno a quelle età nel gruppo studiato.

È una differenza importante.

Il valore dello studio sta nel suggerire che l'invecchiamento biologico potrebbe comprendere fasi di maggiore trasformazione, anziché procedere esclusivamente come un fenomeno perfettamente lineare.


🧪 Proteine, metaboliti e microbioma

La particolarità dello studio è proprio la sua ampiezza.

I ricercatori non hanno osservato un singolo parametro.

Hanno analizzato migliaia di molecole e diversi livelli biologici, compresi:

  • proteine;
  • metaboliti;
  • lipidi;
  • RNA;
  • citochine;
  • microbioma intestinale;
  • microbiomi della pelle, della bocca e del naso.

Questo ha permesso di osservare l'invecchiamento come un processo complesso che coinvolge contemporaneamente diversi sistemi biologici.

Non esiste quindi un unico interruttore dell'invecchiamento.


🦵 Ma possiamo misurare l'invecchiamento anche con il corpo?

Questa domanda ci porta al secondo studio.

I ricercatori della Mayo Clinic hanno cercato di capire quali caratteristiche fisiche fossero maggiormente associate all'età.

Lo studio, pubblicato su PLOS ONE, ha coinvolto 40 persone sane e indipendenti con più di 50 anni.

Ventisei persone non erano: il campione era diviso in due gruppi, metà tra 50 e 65 anni e metà dai 65 anni in su.

I partecipanti hanno svolto diversi test:

  • camminata;
  • equilibrio;
  • forza della mano;
  • forza del ginocchio.

L'obiettivo era capire quali caratteristiche cambiassero maggiormente in relazione all'età.


✊ La forza della mano

La forza di presa è da anni studiata dalla ricerca sull'invecchiamento.

È relativamente semplice da misurare e può fornire informazioni sulla forza muscolare complessiva.

Anche in questo studio la forza della mano diminuiva con l'età.

Ma la relazione con l'età era meno marcata rispetto a quella osservata per la capacità di stare su una gamba.

Questo non significa che la forza di presa sia inutile.

Al contrario, rimane un parametro molto studiato nell'ambito della salute e della funzionalità negli anziani.

Significa semplicemente che in questo piccolo studio il test dell'equilibrio mostrava una relazione più forte con l'età.


🚶 E la camminata?

Qui arriva un risultato forse ancora più interessante.

I ricercatori hanno analizzato diversi parametri dell'andatura.

Velocità, lunghezza del passo, cadenza e diversi altri parametri non mostravano relazioni significative con l'età nel campione studiato, a differenza della capacità di mantenere la posizione su una gamba.

È un risultato interessante perché mostra che non tutti gli aspetti della funzione fisica cambiano allo stesso modo.


🧍 Il test della gamba sola

I partecipanti sono stati sottoposti a diversi test di equilibrio.

In uno di questi dovevano stare in piedi su una sola gamba, prima sulla gamba dominante e poi su quella non dominante.

Il test poteva durare fino a 30 secondi.

Il risultato è stato molto chiaro:

la durata della posizione su una gamba diminuiva con l'aumentare dell'età.

La relazione era più forte per la gamba non dominante.

La durata diminuiva mediamente di circa 2,2 secondi per decennio sulla gamba non dominante e di circa 1,7 secondi per decennio su quella dominante, secondo le analisi dello studio.


👁️ Che cosa succede quando chiudiamo gli occhi?

L'equilibrio dipende dalla collaborazione di diversi sistemi.

Il cervello riceve informazioni dalla:

vista,

sistema vestibolare dell'orecchio interno,

sensibilità proveniente da muscoli e articolazioni.

Quando chiudiamo gli occhi perdiamo una delle fonti di informazione più importanti.

Nel test dello studio, infatti, l'oscillazione del corpo durante la posizione eretta risultava maggiore con gli occhi chiusi rispetto agli occhi aperti.

È un esempio molto semplice di quanto sia complesso il mantenimento dell'equilibrio.


⚖️ Perché l'equilibrio è così interessante?

Per stare in piedi su una gamba non basta avere muscoli forti.

Il corpo deve coordinare:

  • forza muscolare;
  • sistema vestibolare;
  • vista;
  • sensibilità articolare e muscolare;
  • controllo neurologico;
  • capacità di correggere rapidamente piccoli spostamenti.

Per questo l'equilibrio può offrire una finestra interessante sulla funzione neuromuscolare complessiva.

Ed è probabilmente questa la ragione per cui il test ha mostrato una relazione così evidente con l'età.


⚠️ Ma attenzione: non misura la tua “età biologica”

Questo è il punto più importante dell'articolo.

Se riesci a stare su una gamba per 25 secondi, non significa che il tuo corpo abbia biologicamente “25 anni”.

E se riesci a stare in equilibrio per soli 8 secondi, non significa che il tuo organismo abbia l'età di una persona molto più anziana.

Lo studio ha trovato una associazione tra durata della posizione su una gamba ed età cronologica.

Non ha creato un test clinico capace di determinare l'età biologica di una persona.

Inoltre il campione era molto piccolo: appena 40 persone.

E lo studio era trasversale.

Questo significa che i ricercatori hanno confrontato persone di età diverse, anziché seguire gli stessi individui per molti decenni.

Di conseguenza, non possiamo usare questi risultati per dire con certezza quanto velocemente una singola persona stia invecchiando.


🧓 Che cosa ci dice allora questo test?

Ci dice qualcosa di molto più semplice e utile:

l'equilibrio è una componente importante della salute fisica e della funzionalità durante l'invecchiamento.

E soprattutto è una capacità che può essere allenata.

La Mayo Clinic sottolinea proprio questo aspetto: l'equilibrio può essere esercitato senza attrezzature particolari e mantenerlo nel tempo può contribuire alla funzionalità durante l'invecchiamento.


🦶 Possiamo provare anche a casa?

In linea teorica sì, ma bisogna farlo in condizioni di sicurezza.

Non è necessario trasformare il test in una gara.

Una persona dovrebbe essere vicino a:

  • una parete;
  • una sedia stabile;
  • un tavolo robusto;

in modo da poter appoggiare immediatamente una mano in caso di perdita dell'equilibrio.

E soprattutto:

non bisogna chiudere gli occhi mentre si fa il test da soli.

La perdita dell'equilibrio può provocare una caduta.

Per le persone anziane o con problemi di equilibrio, il test dovrebbe essere effettuato con la presenza di qualcuno.


🧭 Un modo semplice per osservare la propria funzionalità

L'aspetto più interessante di questa ricerca non è quindi il cronometro.

È l'idea che alcune capacità fisiche possono fornire informazioni sul modo in cui stiamo mantenendo la nostra funzionalità con l'età.

Possiamo osservare nel tempo:

  • capacità di camminare;
  • forza;
  • equilibrio;
  • velocità di movimento;
  • facilità nel salire le scale;
  • capacità di alzarsi da una sedia.

Non sono “test dell'età biologica”.

Sono indicatori della funzione fisica.


🏋️ E la buona notizia?

L'equilibrio non è necessariamente qualcosa che dobbiamo semplicemente perdere con l'età.

Può essere allenato.

Esercizi di equilibrio, forza muscolare e attività fisica regolare possono aiutare a mantenere capacità funzionali e autonomia.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti, e in particolare alle persone anziane, attività fisica regolare comprendente anche esercizi per forza, equilibrio e capacità funzionale. (who.int)

Quindi la domanda non dovrebbe essere:

“Quanto sono vecchio secondo questo test?”

Ma:

“Quanto bene sto conservando le capacità che mi servono per vivere autonomamente?”

È una domanda molto più utile.


🧬 Calendario e corpo non sono la stessa cosa

Tornando al primo studio, la ricerca sui biomarcatori ci ricorda qualcosa di importante.

L'età cronologica è soltanto uno dei modi con cui possiamo descrivere l'invecchiamento.

A livello biologico, il corpo attraversa trasformazioni complesse che coinvolgono molti sistemi contemporaneamente.

Lo studio Nature Aging suggerisce che alcuni di questi cambiamenti possono concentrarsi maggiormente in determinate fasi della vita, intorno ai 44 e ai 60 anni nel gruppo esaminato.

Lo studio PLOS ONE, da parte sua, mostra come una semplice capacità fisica — mantenere l'equilibrio su una gamba — possa essere associata all'età.

Sono due studi molto diversi.

Ma entrambi suggeriscono che l'invecchiamento è un fenomeno complesso e multidimensionale.


🌱 Invecchiare bene è diverso dal non invecchiare

Non possiamo fermare il tempo.

Non possiamo impedire al corpo di cambiare.

Ma possiamo cercare di conservare il più a lungo possibile:

forza,

equilibrio,

mobilità,

autonomia,

funzione cognitiva

e

qualità della vita.

Questa è una definizione molto più concreta di “invecchiare bene” rispetto alla ricerca di una presunta età biologica perfetta.


🦩 E allora proviamo a stare su una gamba?

Possiamo farlo.

Ma consideriamolo un piccolo esercizio di consapevolezza, non una diagnosi.

Scegli un luogo sicuro.

Tieni vicino un appoggio stabile.

Alza un piede.

Avvia il cronometro.

E osserva.

Non quanto tempo riesci a battere.

Ma come ti senti.

Se oggi riesci a mantenere l'equilibrio per pochi secondi e tra qualche mese riesci a farlo più facilmente, hai ottenuto qualcosa di molto più interessante di un numero:

hai migliorato una funzione del tuo corpo.


Conclusione

L'invecchiamento non è soltanto il numero scritto sulla carta d'identità.

La ricerca moderna sta cercando di comprenderlo attraverso molecole, proteine, metaboliti, microbiomi e parametri funzionali.

Lo studio pubblicato su Nature Aging nel 2024 ha individuato importanti cambiamenti molecolari intorno ai 44 e ai 60 anni in un gruppo di 108 persone, suggerendo che alcuni processi biologici dell'invecchiamento possano procedere in modo non lineare.

Un altro studio, pubblicato su PLOS ONE, ha invece mostrato che nei 40 adulti sopra i 50 anni esaminati la capacità di mantenere la posizione su una gamba diminuiva con l'età più chiaramente rispetto a diversi altri parametri fisici analizzati.

Ma nessuno dei due studi ci permette di leggere sul cronometro la nostra “vera età biologica”.

Il test della gamba sola è, più semplicemente, un interessante indicatore della funzione dell'equilibrio e della capacità neuromuscolare.

E forse è proprio questa la conclusione più importante.

Non possiamo scegliere quanti anni abbiamo.

Possiamo però fare molto per decidere come arrivarci.



⚠️ Informazione importante

Il test dell'equilibrio su una gamba non è uno strumento diagnostico e non determina l'età biologica di una persona.

Chi presenta problemi di equilibrio, debolezza, vertigini o una storia di cadute dovrebbe evitare di eseguire il test senza assistenza e parlarne con un professionista sanitario.


Fonti scientifiche

Shen X. et al. (2024), “Nonlinear dynamics of multi-omics profiles during human aging”, Nature Aging.
Studio multi-omico su 108 partecipanti di età compresa tra 25 e 75 anni, con identificazione di importanti cambiamenti molecolari intorno ai 44 e 60 anni.

Rezaei A. et al. (2024), “Age-related changes in gait, balance, and strength parameters: A cross-sectional study”, PLOS ONE, 19(10): e0310764.
Studio su 40 adulti sani sopra i 50 anni relativo a equilibrio, forza e andatura.

Mayo Clinic – “Mayo Clinic study: What standing on one leg can tell you”.
Presentazione divulgativa dello studio PLOS ONE e delle implicazioni dell'equilibrio nell'invecchiamento.

NIH Research Matters – “Assessing ways to gauge aging status”.
Sintesi istituzionale dello studio della Mayo Clinic e dei risultati sui parametri di equilibrio, forza e andatura.

World Health Organization – Physical Activity.
Raccomandazioni sull'attività fisica e sull'importanza di forza, equilibrio e capacità funzionale durante l'invecchiamento.

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