Mi sento stanco: è stanchezza fisica o mentale?
«Mi sento stanco.»
È una frase che pronunciamo spesso, quasi automaticamente.
Eppure, dietro questa semplice affermazione possono nascondersi condizioni molto diverse tra loro.
Non tutta la stanchezza è uguale. A volte è la conseguenza di uno sforzo fisico, di poco sonno o di una giornata particolarmente impegnativa. Altre volte può essere associata a stress, difficoltà emotive o a una condizione di salute che merita di essere approfondita.
Per questo distinguere, almeno in senso generale, tra affaticamento fisico e mentale può essere utile per capire meglio ciò che stiamo vivendo.
Ma è importante ricordare che non si tratta di due categorie mediche completamente separate: corpo e mente interagiscono continuamente.
Che cos'è la stanchezza fisica?
La stanchezza, o fatica, è una sensazione di mancanza di energia o di esaurimento che può comparire dopo attività fisica, stress emotivo, sonno insufficiente o per molte altre ragioni. Non è una malattia in sé, ma un sintomo.
Dopo una giornata di lavoro fisicamente impegnativa, una lunga camminata o un allenamento intenso è normale avvertire affaticamento.
Tra le sensazioni che possono accompagnarlo ci sono:
- pesantezza muscolare;
- riduzione temporanea della forza;
- sensazione di avere bisogno di riposo;
- sonnolenza;
- difficoltà a continuare un'attività fisica.
In questi casi il riposo e un sonno adeguato possono favorire il recupero.
Ma anche qui è bene evitare una regola troppo semplice: non tutta la stanchezza fisica passa dopo una notte di sonno.
Se la fatica persiste senza una spiegazione evidente, è opportuno considerare altre possibili cause.
Che cos'è la stanchezza mentale?
L'espressione "stanchezza mentale" viene comunemente utilizzata per descrivere una sensazione di affaticamento associata a periodi di intensa attività cognitiva, stress o pressione emotiva.
Può manifestarsi, per esempio, con:
- difficoltà di concentrazione;
- irritabilità;
- difficoltà nel prendere decisioni;
- sensazione di sovraccarico;
- riduzione dell'energia mentale;
- difficoltà a mantenere l'attenzione.
Lo stress può infatti avere conseguenze sia fisiche sia psicologiche e può essere associato, tra le altre cose, a difficoltà di concentrazione, problemi del sonno e stanchezza.
Una persona può quindi sentirsi molto affaticata anche dopo una giornata trascorsa prevalentemente davanti a un computer o impegnata in attività che richiedono attenzione continua.
È possibile capire da soli quale tipo di stanchezza abbiamo?
Non esiste un vero e proprio "test" domestico che permetta di stabilire se la stanchezza sia fisica oppure mentale.
Nel testo originale proponevo la passeggiata come una sorta di prova. È un'idea interessante dal punto di vista narrativo, ma non è sufficientemente affidabile dal punto di vista medico.
Una persona fisicamente affaticata può sentirsi meglio dopo una passeggiata leggera, mentre una persona mentalmente affaticata può non avere alcun beneficio immediato.
Possiamo quindi utilizzare le nostre sensazioni come indizio, ma non come strumento diagnostico.
L'attività fisica regolare, comunque, è associata a benefici sia fisici sia psicologici e può contribuire al benessere generale e alla salute mentale.
Quando mente e corpo si influenzano a vicenda
Nella realtà, stanchezza fisica e mentale sono spesso intrecciate.
Un periodo di stress può essere accompagnato da tensione muscolare, difficoltà nel dormire e sensazione di esaurimento. Allo stesso modo, dormire male o essere fisicamente debilitati può rendere più difficile concentrarsi e affrontare le attività quotidiane.
È quindi possibile entrare in un circolo:
stress → sonno peggiore → maggiore stanchezza → maggiore difficoltà ad affrontare gli impegni → ulteriore stress.
Non è però corretto attribuire automaticamente questo meccanismo a tutte le persone stanche.
La fatica può avere moltissime origini.
Il ruolo dello stress
Lo stress è una risposta naturale dell'organismo alle situazioni percepite come impegnative o minacciose.
Una certa quantità di stress può essere utile e aiutarci ad affrontare le difficoltà. Quando però diventa eccessivo o persistente, può contribuire a problemi fisici e psicologici. L'OMS segnala, tra le possibili manifestazioni dello stress, difficoltà di concentrazione, irritabilità, mal di testa, disturbi del sonno e stanchezza.
Per questo una persona che si sente continuamente sotto pressione può percepire una significativa riduzione delle proprie energie.
Non sarebbe però corretto dire che lo stress "consuma le risorse del cervello" o che rappresenta necessariamente la causa della stanchezza.
La relazione è più complessa.
Quando la stanchezza può avere una causa medica
Questo è un punto che non dovrebbe essere trascurato.
La stanchezza persistente può avere molte possibili cause.
Tra quelle descritte dalle fonti mediche troviamo, per esempio:
- anemia;
- carenza di ferro;
- disturbi della tiroide;
- diabete;
- disturbi del sonno, compresa l'apnea notturna;
- infezioni;
- depressione e ansia;
- dolore persistente;
- alcune malattie croniche;
- alcuni farmaci;
- sonno insufficiente;
- consumo eccessivo di alcol.
Questo non significa che una persona stanca debba necessariamente avere una malattia.
Significa semplicemente che una stanchezza persistente e inspiegabile merita di essere valutata, soprattutto quando interferisce con la vita quotidiana o è accompagnata da altri sintomi.
Come recuperare dalla stanchezza
La strategia dipende innanzitutto dalla causa.
Se abbiamo dormito poco, recuperare il sonno può essere fondamentale.
Se abbiamo affrontato un'intensa attività fisica, può essere necessario concedere al corpo il tempo di recuperare.
Se invece siamo sottoposti a stress prolungato, può essere utile intervenire anche sulle condizioni che lo stanno alimentando.
Tra le abitudini generalmente favorevoli al benessere troviamo:
- mantenere orari di sonno regolari;
- seguire un'alimentazione equilibrata;
- svolgere regolarmente attività fisica compatibile con le proprie condizioni;
- limitare il consumo eccessivo di alcol;
- evitare il fumo;
- trovare momenti di recupero e rilassamento;
- affrontare, quando possibile, le cause dello stress.
L'NHS suggerisce, tra le misure utili contro la stanchezza, un'alimentazione sana, attività fisica regolare e una buona regolarità del sonno.
E se la stanchezza è soprattutto mentale?
Quando ci sentiamo sovraccarichi, può essere utile ridurre temporaneamente il numero di stimoli e attività che richiedono attenzione continua.
Per esempio:
- fare una passeggiata;
- interrompere per qualche tempo il lavoro davanti allo schermo;
- dedicarsi a un'attività piacevole;
- parlare con una persona di fiducia;
- praticare tecniche di rilassamento;
- mantenere regolarità nel sonno;
- ridurre, soprattutto prima di dormire, l'esposizione agli schermi.
L'OMS sottolinea che attività fisica regolare, sonno adeguato, alimentazione equilibrata e relazioni sociali possono contribuire al benessere e alla gestione dello stress.
Non esiste però una tecnica universale.
Ciò che aiuta una persona può non essere sufficiente per un'altra.
Non confondere stanchezza e sonnolenza
C'è anche una distinzione interessante.
Essere stanchi non significa necessariamente avere sonno.
La fatica può manifestarsi come mancanza di energia e difficoltà a svolgere le normali attività.
La sonnolenza, invece, è la tendenza ad addormentarsi o a sentirsi particolarmente assonnati durante il giorno.
Le due condizioni possono coesistere, ma non sono la stessa cosa.
Questa distinzione può essere utile soprattutto quando si cerca di capire se il problema sia legato al sonno.
Quando è opportuno parlare con il medico?
Non bisogna preoccuparsi per ogni giornata di stanchezza.
È però consigliabile rivolgersi al medico quando la stanchezza:
- dura da diverse settimane senza una causa evidente;
- non migliora nonostante un adeguato riposo;
- interferisce con il lavoro o le normali attività;
- è accompagnata da perdita di peso non intenzionale;
- si associa a cambiamenti importanti dell'umore;
- è accompagnata da altri sintomi persistenti;
- è associata a problemi respiratori o disturbi importanti del sonno.
Queste indicazioni sono coerenti con le raccomandazioni divulgative dell'NHS e con le informazioni mediche di MedlinePlus.
In presenza di sintomi improvvisi o particolarmente gravi, è invece necessario rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari.
Ascoltare i segnali del proprio organismo
Uno degli errori più comuni consiste nel considerare la stanchezza come qualcosa da combattere sempre.
A volte il corpo ci sta semplicemente chiedendo di recuperare.
Altre volte, però, la stanchezza può essere un segnale che merita attenzione.
La domanda non dovrebbe quindi essere soltanto:
«Come posso eliminare questa stanchezza?»
Ma anche:
«Da quanto tempo mi sento così? E c'è una ragione evidente?»
Dormo abbastanza?
Sto attraversando un periodo particolarmente stressante?
Ho cambiato alimentazione o abitudini?
Sto assumendo farmaci?
Ci sono altri sintomi?
Sono domande semplici, ma possono aiutare a descrivere meglio il problema quando se ne parla con il medico.
La vera differenza non è sempre tra mente e corpo
Forse il punto più importante è proprio questo.
Mente e corpo non sono due compartimenti separati.
Lo stress può influenzare il sonno. Il sonno insufficiente può aumentare la fatica. Una malattia fisica può influenzare l'umore. Un disturbo dell'umore può modificare energia, motivazione e capacità di concentrazione.
Per questo non sempre è possibile stabilire autonomamente se una stanchezza sia "fisica" oppure "mentale".
La cosa più utile è imparare ad ascoltarla senza trasformarla immediatamente in una diagnosi.
A volte serve semplicemente riposare.
A volte occorre cambiare alcune abitudini.
E quando la stanchezza persiste o non trova una spiegazione, può essere il momento di parlarne con un professionista.
Conclusione
Sentirsi stanchi fa parte della vita.
Dopo una giornata intensa, una notte difficile o un periodo particolarmente impegnativo, il corpo e la mente possono avere bisogno di recuperare.
Ma una stanchezza persistente, inspiegabile o accompagnata da altri sintomi non dovrebbe essere liquidata semplicemente come "stress" o "mancanza di volontà".
La fatica è un sintomo con molte possibili cause.
Imparare ad ascoltarla significa non soltanto concedersi il diritto di riposare, ma anche riconoscere quando è necessario approfondire.
La domanda, allora, non è soltanto:
«Come posso tornare subito produttivo?»
Forse è:
«Che cosa sta cercando di dirmi questa stanchezza?»
⚠️ Informazione importante
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico.
La stanchezza può avere numerose cause e non è possibile determinarne l'origine attraverso un articolo online. In presenza di una fatica persistente, inspiegabile o associata ad altri sintomi, è consigliabile rivolgersi al proprio medico.
Fonti e approfondimenti
Continua a leggere:

Nessun commento:
Posta un commento